Pesca marittima e acquacoltura: altri 5,3 milioni

 grazie agli interventi programmati e realizzati attraverso il Gruppo di azione locale per la pesca “Costa dell’Emilia-Romagna”, partnership mista pubblico-privata, con capofila il Gal Delta 2000.

Si tratta del beneficiario per l’Emilia-Romagna dei finanziamenti del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (Feamp) destinati allo sviluppo locale, una strategia basata su azioni che vedono come protagonisti enti pubblici e associazioni imprenditoriali locali.

Del raggruppamento fanno parte 31 soggetti, tra cui tutti i comuni della costa adriatica e l’Università di Ferrara, oltre alle principali associazioni delle imprese private e cooperative della pesca e dell’agroalimentare dell’Emilia-Romagna. Il via libera agli interventi è arrivato con la sottoscrizione di una apposita convenzione tra la Regione e lo stesso Gal della pesca, insieme all’approvazione da parte della Giunta regionale del relativo Piano d’azione.

In tempi rapidi potranno partire nuove iniziative imprenditoriali e rispondere alle esigenze espresse dai territori. Le aree costiere hanno a disposizione uno strumento, più robusto dal punto vista finanziario, in grado di contribuire allo sviluppo di un settore che, nonostante le difficoltà degli ultimi anni, continua ad avere un peso significativo per l’economia dell’Emilia-Romagna e del territorio ferrarese.

Dei 5,27 milioni di euro assegnati al Gal “Costa dell’Emilia-Romagna”, 4 milioni sono destinati al finanziamento di progetti per l’ammodernamento e il miglioramento della competitività delle imprese, la trasformazione dei prodotti, lo sviluppo di attività integrative come l’ittiturismo, la riqualificazione dei luoghi di imbarco e sbarco del pescato. 1 milione è il budget per le spese di gestione e il lancio di campagne informative. I i restanti 270 mila euro sono riservati a progetti di collaborazione di carattere interregionale e/o internazionale.

I finanziamenti saranno concessi attraverso bandi aperti a imprese private ed enti pubblici oppure utilizzati direttamente dal Gruppo di azione per progetti di interesse collettivo, compresa la salvaguardia della biodiversità. I primi bandi, che passeranno al vaglio di un apposito nucleo di valutazione, dovrebbero essere emanati all’inizio del prossimo autunno.