La nuova legge regionale urbanistica

Urbanistica: la nuova legge regionale con l’obiettivo di andare verso il consumo di suolo a saldo zero.

La nuova legge regionale sull’urbanistica votata oggi dall’assemblea è particolarmente importante per adeguare la disciplina del settore, a 17 anni dalla precedente legge 20/2000.

Le parole chiave su cui ruota il dispositivo sono contrasto al consumo di suolo, rigenerazione e riqualificazione. Cito anche la trasparenza e la partecipazione oltre alla semplificazione delle regole e degli strumenti per gli enti locali.

Il testo approvato è frutto di oltre un anno di lavoro e di confronti con i territori e gli stakeholder. Io mi sono concentrata in particolare sugli aspetti fondamentali per un percorso di valorizzazione internazionale della cultura della sostenibilità.

Ho infatti presentato alcuni emendamenti – tutti approvati – per migliorare il testo in base ai criteri di: minimo intervento; reversibilità (almeno potenziale); compatibilità; minimizzazione del consumo di suolo; massimizzazione delle azioni di mobilità sostenibile; riduzione delle emissioni di gas climalteranti; risanamento della qualità dell’aria interna degli edifici; riduzione dei consumi e risanamento della qualità dell’acqua ed alla prevenzione dell’inquinamento; prevenzione dell’inquinamento, mantenimento della permeabilità dei suoli e al riequilibrio ecologico dell’ambiente urbano; mitigazione degli effetti di riscaldamento (isole di calore); raccolta differenziata dei rifiuti dovuti sia alle attività di cantiere, sia alle attività di esercizio degli asset; garanzia e miglior equilibrio idrogeologico; favorire la ricostituzione, nell’ambito urbano e periurbano, di un miglior habitat naturale; preservare e migliorare le caratteristiche meteoclimatiche locali; identificare e monitorare obiettivi per la dotazione di spazi verdi all’interno del territorio urbano e periurbano; ridurre la concentrazione di inquinanti in atmosfera; garantire un perfetto coordinamento con le politiche di adattamento al cambiamento climatico stabilite a livello europeo, nazionale e regionale e recependo le indicazioni delle pianificazioni settoriali.

I punti di novità del progetto di legge

  • Limitazioni al consumo di suolo – obiettivo “verso il saldo zero”: fissando il limite del 3% del consolidato urbano per arrivare a saldo zero entro il 2050, come stabilito dalle direttive europee. Rappresentano una deroga al 3% parchi urbani, opere pubbliche, ampliamenti delle attività produttive esistenti, nuove imprese produttive e fabbricati rurali. Le uniche espansioni permesse saranno quindi quelle riservate alle attività capaci di far crescere l’economia regionale ma solo se collegate a progetti di rigenerazione urbana.
  • Rigenerazione urbana – obiettivo “valorizzazione dell’esistente”: verranno favoriti i progetti delle imprese grazie ad incentivi economici (30 milioni di euro entro il 2020) e fiscali (riduzione del 20% degli oneri). Previste premialità anche per chi introduce concorsi di architettura.
  • Sicurezza – obiettivo “qualità”: proteggere e riqualificare il patrimonio edilizio per valorizzare lo spazio pubblico, adeguando gli edifici già esistenti ai nuovi standard di sicurezza sismica.
  • Semplificazione – obiettivo “territorio omogeneo”: i Comuni invece di gestire Psc, Rue, Poc e Poa si occuperanno di un unico Piano urbanistico generale (Pug) e promuoveranno accordi operativi per ridurre procedimenti e tempi. Il nuovo assetto supererà il sistema a cascata con una pianificazione di competenza: alla Regione il compito di definire gli obiettivi, gli indirizzi e le politiche per perseguire la tutela del valore paesaggistico, ambientale, culturale, sociale ed economico del territorio. I Comuni avranno tempo tre anni per adeguare i propri strumenti urbanistici: in questo periodo potranno, con un atto di indirizzo, salvare alcune previsioni che però non rientreranno nella quota del 3%.
  • Trasparenza – obiettivo “legalità”: verranno garantite con una clausola di nullità in caso di riscontro di infiltrazione mafiosa.