Urbanistica. Vero la nuova legge regionale

Dopo i due seminari organizzati martedì 18 aprile a Portomaggiore e Ferrara e dedicati ai professionisti del settore, è entrato nel vivo il dibattito in Commissione regionale territorio e ambiente sulla nuova legge urbanistica. Rigenerazione urbana e semplificazione saranno le parole chiave della disciplina che porterà con sé una dotazione di 30 milioni di euro destinati proprio ai progetti di rigenerazione urbana.

Consumo di suolo a saldo zero, rigenerazione urbana per valorizzare lo spazio pubblico, semplificazione delle procedure: sono questi i punti di forza del nuovo progetto di legge urbanistico regionale che dovrebbe essere approvato in aula entro settembre 2017.

Consumo di suolo saldo zero. Il nuovo piano urbanistico generale (Pug) fissa al limite del 3% il consumo di suolo urbanizzato al 2050, come stabilito dalle direttive europee. Obiettivo ambizioso, visto che oggi siamo già al 10% di utilizzo urbano del suolo, ovvero 2.280 chilometri quadrati. Le uniche espansioni permesse saranno dunque quelle riservate alle attività capaci di far crescere l’economia regionale: i nuovi insediamenti produttivi e gli interventi residenziali, ma solo se collegati a progetti di rigenerazione urbana. Non rientrano nel limite del 3%, rappresentando una deroga, parchi urbani, opere pubbliche, ampliamenti delle attività produttive esistenti, nuove imprese produttive di interesse strategico e fabbricati rurali. Sarà possibile costruire nuovi fabbricati produttivi solo se funzionali all’impresa agricola e sono previsti incentivi per la demolizione di quelli dismessi e non più funzionali.

I Comuni avranno tempo tre anni per adeguare i propri strumenti urbanistici Psc, Rue, Poc, Poa e iniziare ad attuare il Pug (Piano urbanistico generale): in questo periodo potranno, con un atto di indirizzo, salvare alcune previsioni che però non rientreranno nella quota del 3%.

 

Qualificazione patrimonio edilizio. Fra i punti più importanti della legge, quello di proteggere e riqualificare il patrimonio edilizio per “valorizzare lo spazio pubblico”, adeguando gli edifici già esistenti ai nuovi standard di sicurezza sismica. Ad esempio, sarà sufficiente il consenso del 50% dei proprietari per imporre interventi di messa in sicurezza del territorio.

Risorse. I primi contributi regionali saranno di 30 milioni di euro per i progetti di rigenerazione urbana, da attuarsi entro il 2020. Sono poi previsti incentivi fiscali (riduzione del 20% del contributo di costruzione e abolizione del contributo straordinario) e volumetrici legati alla qualità del progetto. Per premiare la qualità verranno promossi concorsi di architettura e progettazione partecipata.

Semplificazione legislativa. Sono state introdotte nella nuova legge anche molte semplificazioni per ridurre procedimenti, tempi di formazione dei piani e procedure di approvazione. Il nuovo assetto supera il sistema a cascata con una pianificazione di competenza: alla Regione il compito di definire gli obiettivi, gli indirizzi e le politiche per perseguire la tutela del valore paesaggistico, ambientale, culturale, sociale ed economico del territorio. Il Comune invece di gestire Psc, Rue, Poc e Poa si occuperà di un unico Piano urbanistico generale (Pug) e promuoverà accordi operativi.

Legalità. Per garantire trasparenza e legalità viene disposto che gli accordi operativi debbano avere una clausola di nullità in caso di riscontro di infiltrazione mafiosa.

Progetto di legge disciplina edilizia. Abbinato al progetto di legge urbanistico, c’è anche quello edilizio attuativo delle norme nazionali ‘Madia’, che prevedono, in sintesi, una semplificazione del procedimento amministrativo con l’uniformazione della modulistica e la raccolta delle pratiche da parte degli sportelli amministrativi.