Acquacoltura: interrogazione sulla disciplina dell’uso dell’idrorasca

L’idrorasca è uno strumento essenziale per la tutela dei lavoratori impegnati nella coltura della vongola verace.

Il 31 dicembre di quest’anno scadrà la possibilità di utilizzare l’idrorasca a mano e da fondo per la pesca delle vongole veraci tra Goro e Comacchio.

[QUI un interessante articolo uscito su La Nuova Ferrara nel 2015, dedicato all’utilizzo dell’indrorasca nel nostro territorio]

Uno strumento che è stato dimostrato essere sostenibile sul piano ambientale e che è indispensabile per i pescatori impegnati nel settore, limitando sensibilmente il rischio di malattie professionali connesse a un’attività tanto faticosa. La possibilità di utilizzare l’idrorasca, che solleva la sabbia dal fondale per recuperare i molluschi in una rete, è consentita dal 2006 e il suo utilizzo è sempre stato concesso in modo temporaneo e per aree delimitate, ovvero quelle demaniali.

Oggi ho depositato un’interrogazione per chiedere alla Regione di attivarsi presso il Ministero per le politiche agricole per sollecitare un provvedimento definitivo che disciplini caratteristiche e regole di utilizzo dell’idrorasca o quanto meno il rinnovo dell’autorizzazione almeno fino al 31 dicembre 2020, alla scadenza delle concessioni demaniali marittime per l’acquacoltura.

Con il documento presentato richiamo anche l’opportunità di far ricadere la disciplina sull’utilizzo di questo strumento nel settore dell’acquacoltura e non in quello della pesca. Una differenza Una differenza non da poco per gli addetti ai lavori visto che da essa dipendono regole sostanziali alle quali fare riferimento.